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L'endoscopia toracica interventistica

Referente: dott. Giorgio Maria Ferraroli

IN COSA CONSISTE

In Italia si stimano ogni anno oltre 250.000 nuovi casi di tumore al polmone nelle persone fino agli 84 anni di età. Il tumore del polmonerappresenta il 20 per cento di tutti i tumori maligni nelle persone di sesso maschile. In questi ultimi anni, però, si sta registrando un progressivo aumento anche tra le donne (dati AIRC).

La dispnea (“fame d’aria”) è il più frequente sintomo di esordio, generalmente di intensità elevata, spesso associata alla presenza di sangue nell’espettorato.

Quando la patologia infiltra o comprime l’albero bronchiale o la trachea (e non è possibile eseguire trattamenti chirurgici come lobectomie, pneumonectomie o resezioni tracheali), l'intervento di scelta per il ripristino di una pressoché normale attività respiratoria è il trattamento laser e l’eventuale posizionamento di endoprotesi tracheali o bronchiali (stent).

L’Endoscopia Toracica Interventistica è la metodica che permette la realizzazione di questi tipi di interventi; viene eseguita in sala operatoria, a paziente sedato ed in respiro spontaneo.

Vengono utilizzati, quali strumenti operatori, dei broncoscopi rigidi, cioè dei “ tubi metallici“ di calibro variabile introdotti nelle vie aeree attraverso il cavo orale fino a raggiungere la trachea ed i bronchi principali; ciò permette di avere un facile e continuo accesso all’albero respiratorio e quindi di posizionare gli stent “dall’interno” senza cioè bisogno di alcuna incisione chirurgica del collo o della parete toracica.

Questo intervento endoscopico determina il ripristino di una pressochè normale attività respiratoria, con riduzione o addirittura risoluzione della dispnea, miglioramento della qualità di vita e, in ultima analisi, significativo prolungamento della sopravvivenza.

 

INDICAZIONI ALL’ENDOSCOPIA TORACICA INTERVENTISTICA

Viene effettuata in caso di:

  1. presenza di ostruzioni bronchiali e/o tracheali che determinano difficoltà respiratoria (stenosi cicatriziali, ostruzioni da lesioni vegetanti endobronchiali e endotracheali) rimovibili con N d:YAP Laser;
  2. asportazione (in casi molto selezionati) di carcinoide bronchiale;
  3. inalazione di corpi estranei;
  4. presenza di fistole tracheali e/o bronchiali;
  5. sanguinamenti dall’albero respiratorio.
Con questo intervento è possibile:
  1. asportare lesioni ostruenti il lume tracheale o bronchiale;
  2. dilatare stenosi serrate della trachea o dei bronchi principali;
  3. controllare sanguinamenti;
  4. rimuovere corpi estranei inalati;
  5. posizionare protesi tracheali e/o bronchiali;
  6. chiudere fistole tracheali e/o bronchiali.
  7.  

Il laser è uno tra gli ausili più innovativi ed efficaci in questo campo. Il N d:YAP Laser (Neodimium:yttrium-aluminum-perovskite laser) consente l’asportazione sicura di ampie porzioni di tessuto endotracheale o endobronchiale, evitando il rischio di sanguinamento. Successivamente, una volta rimossa l’ostruzione principale, è possibile introdurre endoprotesi per mantenere liberi i bronchi e la trachea ed evitare il riformarsi della malattia.  

 

PERCORSO DEL PAZIENTE

In casi di difficoltà respiratoria, presenza di sangue nell’espettorato e/o tosse persistente, il paziente deve assolutamente riferirsi al proprio Medico Curante o, nei casi più severi, al Pronto Soccorso.

Nel caso questi sintomi si sviluppino in persone che già hanno una diagnosi di neoplasia polmonare o esofagea, il ricorso al Medico Specialista risulta ancora più urgente.

Nel sospetto di ostruzione delle vie aeree, verrà immediatamente eseguita una TAC del torace ed una fibrobroncoscopia diagnostica (in sedazione ed anestesia locale). Qualora si confermasse la diagnosi, e ve ne fosse l’indicazione, il paziente verrà ricoverato presso la nostra unità operativa di Chirurgia Toracica e sottoposto rapidamente ad intervento di disostruzione tracheale o bronchiale in broncoscopia rigida con ausilio di Nd:YAP Laser.

 

FOLLOW UP

Il decorso postoperatorio dei pazienti sottoposti ad Endoscopia Toracica Interventistica (quindi dopo disostruzione bronchiale o tracheale da vegetazioni ostruenti,  dilatazione tracheale o bronchiale da stenosi - restringimenti - benigne, rimozione di corpi estranei inalati) è favorevole.

Viene infatti ripristinata una normale attività respiratoria, senza particolari effetti collaterali.

In alcuni casi si può comunque riscontrare (generalmente solo nei primi giorni dopo l’intervento) un aumento della tosse (quando vengono posizionati stent), un aumento della produzione di secrezioni (legata alla riapertura dei bronchi), e la presenza di modesta quantità di sangue nelle secrezioni. Tutti questi effetti si risolvono dopo poco tempo, sia spontaneamente che dopo terapia medica specifica (antibiotici e/o antitussigeni).

Il paziente dovrà comunque proseguire a domicilio (in particolare se portatore di stent) una terapia a base di inalazioni caldo-umide e mucolitici, al fine di rendere le secrezioni fluide e non ostruire lo stent.

Esiste poi una rara complicanza, che consiste nello dislocazione dello stent. In alcuni casi infatti può verificarsi una migrazione dello stent per motivi anatomici, facilmente ovviabile riposizionandolo nella propria sede, utilizzando anche stent di forma e caratteristiche differenti. Dalla nostra casistica si evince che tale evenienza si è verificata in due pazienti su 140 interventi,  ed in entrambi i casi il problema è stato risolto senza inconvenienti di sorta.

 

 

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

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