Totalmente integrato con l'ospedale, il
Centro di Ricerca e Didattica di Humanitas accoglie in
20.000 metri quadrati 30 laboratori per 300 ricercatori
italiani e stranieri, 14 aule didattiche per 400 studenti dei Corsi di Laurea dell'International
Medical School (www.mimed.it), Biotecnologie e Infermieristica dell’
Università degli Studi di Milano. Obiettivo comune: mettere
a disposizione dei pazienti quanto di più innovativo ed efficace è oggi disponibile sul fronte
della diagnosi e della cura. Per sostenere questo impegno è nata la
Fondazione Humanitas per la Ricerca che, con l’aiuto di enti
come AIRC, Telethon, Fondazione Cariplo e Fondazione De André, ha l’obiettivo di orientare la
ricerca di base e clinica di alto profilo scientifico e tecnologico, e promuovere la formazione di
giovani ricercatori. Il Centro ospita inoltre una
biblioteca multimediale e un centro congressi da 500
posti.
Il
Centro di Ricerca e Didattica di Humanitas avvicina concretamente il mondo della
ricerca di base a quello della clinica, stimolando i nuovi talenti ad esprimersi al massimo delle
loro possibilità in un contesto internazionale, vicino ai bisogni che un grande ospedale
policlinico esprime. Humanitas focalizza i suoi sforzi sulla ricerca immunologica, punto di
eccellenza del nostro Paese a livello mondiale. Un settore della biomedicina destinato a ricoprire
- per le sue importanti ricadute cliniche nella lotta contro i tumori, le malattie
gastro-intestinali e cardiovascolari - un ruolo sempre più centrale e determinante nella tutela
della salute pubblica.
Sono 300 i ricercatori che lavorano nel Centro con tecnologie all’avanguardia come la
microscopia a due fotoni e presto una cell factory. Il gruppo opera in stretta collaborazione con i
500 medici dell’ospedale per identificare i meccanismi infiammatori alla base della formazione e
dello sviluppo di patologie diverse che vanno dai
tumori alle malattie del tratto
gastro-intestinale a quelle
cardiovascolari come infarto e ictus.
La
mission del Centro di Ricerca diretto dal prof.
Alberto Mantovani, lo rende
unico in Italia, in rete con centri di eccellenza come l’Università di Lovanio e
di New York, il
Centro di Biotecnologie di Madrid, il
Queen Mary School of Medicine in Inghilterra e l’
Istituto Pasteur di Parigi. Dal 2006 Humanitas fa parte anche dell’
European Network of Immunology Institutes.
Il lavoro dei ricercatori di Humanitas è monitorato da un Advisory Board, di cui fa parte
anche il premio Nobel Rolf Zinkernagel. L’integrazione tra ospedale, laboratori ed Università crea
le condizioni per la crescita di una figura destinata a ricoprire sempre più importanza: il
medico-ricercatore, professionista che ha acquisito sul campo la metodologia e il rigore che la
ricerca impone, ma che al tempo stesso lavora a stretto contatto con i pazienti. In grado di
garantire continuità tra clinica e laboratorio all’interno di un contesto formativo.
Le attività della Fondazione Humanitas per la Ricerca sono sostenute da enti come AIRC,
Telethon, Fondazione Cariplo e Fondazione De André. Numerosi progetti di ricerca sono finanziati
dall’
Unione europea e pubblicati sulle più prestigiose riviste internazionali come
Science, Nature, Lancet, PNAS, Journal of Clinical Investigation, Journal of Experimental
Medicine, Immunity e Journal of Clinical Oncology.
Ricerca e lotta al cancro I progetti di ricerca in Humanitas si caratterizzano per
l’applicazione del
modello traslazionale che presuppone una stretta integrazione, con uno scambio
continuo di informazioni, fra laboratorio ed attività clinica, fondamentale per poter trasferire in
tempi brevi al letto del paziente i risultati della ricerca stessa” spiega il dott.
Armando Santoro, Direttore della Ricerca Clinica e Traslazionale.
Per quanto riguarda la lotta al cancro,
numerosi sono gli studi attivi nel settore della
target therapy
(terapia bersaglio), basata su molecole in grado di colpire specificatamente alcune fasi
del processo di crescita tumorale, e nel trattamento di patologie oncoematologiche. In Humanitas
sono in corso oltre 50 sperimentazioni. La struttura è coinvolta nello sviluppo di nuove molecole,
sia chemioterapiche, sia biologiche. Sono stati ottenuti risultati importanti, in particolare
contro la leucemia mieloide cronica, il tumore polmonare, il tumore renale, l’epatocarcinoma, il
tumore alla mammella e al colon-retto. Grazie al nuovo Centro di Ricerca e Didattica, la ricerca
traslazionale, metodica imprescindibile nella lotta al cancro, è nel pieno delle sue potenzialità
di sviluppo.